E’ massima allerta negli Stati Uniti per l’uragano Sandy, in arrivo sulla costa orientale del Paese. L’uragano viene dai Caraibi, dove ha già provocato oltre 60 morti. Il pericolo maggiore è rappresentato dall’incontro di Sandy, ciclone di categoria 1, con un’altra perturbazione proveniente dall’interno degli Stati Uniti e una corrente polare proveniente dal nord del Canada. Un mix micidiale che potrebbe dare luogo alla cosiddetta “tempesta perfetta“, simile a quella che nel 1991 mise in ginocchio alcuni stati dell’Est degli Usa per una settimana
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lundi 29 octobre 2012
samedi 27 octobre 2012
Uragano Sandy: allerta per la costa nordorientale americana! Un'altra TEMPESTA PERFETTA?
L'Uragano Sandy potrebbe diventare una delle peggiori tempeste e nelle prossime ore si appresta a colpire la costa nordorientale americana. Sandy ha causato già la morte di 41 persone nei villaggi dei Caraibi, solo 11 a Cuba.
mercredi 10 octobre 2012
Gelo e neve precoce in Canada e Stati Uniti nord Orientali!
Nei giorni scorsi un'intensa ondata di maltempo con freddo e neve ha investito il Canada e gli Stati Uniti nordorientali.
Bufere di neve arrivate nettamente in anticipo rispetto alla media hanno colpito l'Ontario nel Canada e il Dakota negli Usa.
Nel nord Dakota l'accumulo ha raggiunto i 30 centimetri di spessore. A Grand Forks, lo spessore ha raggiunto gli 8 centimetri superando il precedente record risalente al 1950 con 5 centimetri di neve.
Anche Denver ha assaporato la prima neve stagionale con un velo di coltre bianca lungo le strade.
Bufere di neve arrivate nettamente in anticipo rispetto alla media hanno colpito l'Ontario nel Canada e il Dakota negli Usa.
Nel nord Dakota l'accumulo ha raggiunto i 30 centimetri di spessore. A Grand Forks, lo spessore ha raggiunto gli 8 centimetri superando il precedente record risalente al 1950 con 5 centimetri di neve.
Anche Denver ha assaporato la prima neve stagionale con un velo di coltre bianca lungo le strade.
vendredi 21 septembre 2012
Allerta incendi boschivi in America e nel mondo
Le foreste dell'america dell'Ovest sono in grave pericolo. Gli incendi giganti vi sono sempre più frequenti, facendo temere per l'ecosistema ambientale.
Il cambiamento climatico volto ad un aumento della siccità è spesso il mandante di tale fenomeni.
Così commentava l'ecologista Craig Allen il 27 giugno 2011 che lavora per l'US Geological Survey (USGS) a Los Alamos, New Mexico, alle prese con un dura lotta per salvaguardare le foreste del Jemez.
"Un incendio era prevedibile, ma non di certo di questa ampiezza e con questa velocità! "
Il fuoco Las Conchas aveva bruciato 17.500 ettari, circa un ettaro ogni tre secondi. Entro cinque giorni, era cresciuto a 42.000 ettari per diventare il più grande incendio della storia del New Mexico. Settimane dopo, quando l'incendio era stata totalmente domato, oltre 60.000 ettari di foresta e macchia avevano bruciato, lasciando solo ceppi e vegetazioni carbonizzati.
Irrecuperabile...
Almeno che....
Tredici mesi dopo, Craig Allen in giro nella Death Valley, notò con sorpresa e gioia la presenza di formiche, segno di una rinascita della vita. Nelle parte meno colpite dall'incendio o risparmiate, la vita aveva continuato o ripreso e si stava poco a poco allargandosi verso le zone morte. Ma quanto tempo per ritornare come prima?
Non è tanto gli incendi che preoccupano quanto i violento disboscamenti che provocano, alterando così tutto l'equilibrio naturale che prima interagiva su queste vaste distese, attutendo e controllando tutti gli eventi estremi meteorologici che potevano accadere: tempeste, venti, piogge ed altri.
La chimica stessa dei terreni ne viene spesso irrimediabilmente alterata, modificando così anche l'eventuale vegetazione che può ricrescevi in seguito. Il tutto provoca persino delle intense epidemie di insetti che intaccano alberi ed arbusti.
Per di più, se la temperatura aumenta come previsto dai modelli climatici, gli alberi si troveranno ad affrontare stress da siccità peggiore, nella prima metà del XXI secolo, di quella che hanno vissuto per 1000 anni..
Purtroppo questi fenomeni si stanno diffondendo un po da per tutto sul globo.
Dieci anni dopo i grande incendi registrati nel Colorado nel 2002 che bruciarono 56.000 ettari a sud-ovest di Denver, la foresta ancora non si è ripresa almeno su 20.000 ettari.
In Alalska, con la presenza ultimamente di estate più caldi e secchi ed il calare dei permafrost, gli incendi, quando si dichiarano, sono più intensi e lunghi.
Stesso problema con un mutamento della vegetazione nel Grande Bacino ed i deserti di Sonora: Ora i cactus saguaro ( Carnegiea gigantea ) in fiamme, incendi che erano una volta una stranezza. sono uno spettacolo sempre più comune, e le specie invasive come buffelgrass ( Cenchrus ciliaris ) si stanno diffondendo.
Nel Montana verso i Ghiaccia del National Park, si è già osservato e si prevede che gli incendi frequenti potrebbero fare scomparire tante delle specie presenti sulle Montagne Rocciose ed alterare il paesaggio. Persino il pino bianco comune ( Pinus Monticola ) si trova a rischio.
Nel 2010, Craig Allen con 19 colleghi di tutto il mondo hanno scoperto che i rapporti pubblicati delle morie di foresta associati a siccità sono aumentate in modo significativo dal 1985, e si stanno verificando negli ecosistemi che vanno dalle foreste tropicali del Costa Rica ai boschi di acacia australiani ed alle foreste di pini nel centroorientale della Cina .
Hanno anche scoperto che nessun tipo di zona forestale o clima erano immune.
Con collaboratori in Australia, Europa e in tutto il Nord America, stanno ora lavorando per identificare i limiti fisiologici delle varie specie di alberi, che dovrebbero aiutare nel predire futuri morie e le variazioni delle aree in tutto il mondo a rischio di incendio.
Uno dei sistemi utilizzato intanto, purtroppo non sempre e spesso, per cercare di limitare i danni, è di trattare parte dei suoli forestali con taglio selettivo e fuoco prescritto, in modo di, non tanto prevenire tutti gli incendi, ma almeno ridurre il rischio della loro propagazione ad aeree troppo vaste .
Fonte della notizia
http://www.nature.com/news/forest-fires-burn-out-1.11424
http://www.fort.usgs.gov/staff/staffprofile.asp?StaffID=109
Il cambiamento climatico volto ad un aumento della siccità è spesso il mandante di tale fenomeni.
Così commentava l'ecologista Craig Allen il 27 giugno 2011 che lavora per l'US Geological Survey (USGS) a Los Alamos, New Mexico, alle prese con un dura lotta per salvaguardare le foreste del Jemez.
"Un incendio era prevedibile, ma non di certo di questa ampiezza e con questa velocità! "
Il fuoco Las Conchas aveva bruciato 17.500 ettari, circa un ettaro ogni tre secondi. Entro cinque giorni, era cresciuto a 42.000 ettari per diventare il più grande incendio della storia del New Mexico. Settimane dopo, quando l'incendio era stata totalmente domato, oltre 60.000 ettari di foresta e macchia avevano bruciato, lasciando solo ceppi e vegetazioni carbonizzati.
Irrecuperabile...
Almeno che....
Tredici mesi dopo, Craig Allen in giro nella Death Valley, notò con sorpresa e gioia la presenza di formiche, segno di una rinascita della vita. Nelle parte meno colpite dall'incendio o risparmiate, la vita aveva continuato o ripreso e si stava poco a poco allargandosi verso le zone morte. Ma quanto tempo per ritornare come prima?
Vigili del fuoco all'opera
La chimica stessa dei terreni ne viene spesso irrimediabilmente alterata, modificando così anche l'eventuale vegetazione che può ricrescevi in seguito. Il tutto provoca persino delle intense epidemie di insetti che intaccano alberi ed arbusti.
Per di più, se la temperatura aumenta come previsto dai modelli climatici, gli alberi si troveranno ad affrontare stress da siccità peggiore, nella prima metà del XXI secolo, di quella che hanno vissuto per 1000 anni..
Incendio nel Montana
Dieci anni dopo i grande incendi registrati nel Colorado nel 2002 che bruciarono 56.000 ettari a sud-ovest di Denver, la foresta ancora non si è ripresa almeno su 20.000 ettari.
In Alalska, con la presenza ultimamente di estate più caldi e secchi ed il calare dei permafrost, gli incendi, quando si dichiarano, sono più intensi e lunghi.
Stesso problema con un mutamento della vegetazione nel Grande Bacino ed i deserti di Sonora: Ora i cactus saguaro ( Carnegiea gigantea ) in fiamme, incendi che erano una volta una stranezza. sono uno spettacolo sempre più comune, e le specie invasive come buffelgrass ( Cenchrus ciliaris ) si stanno diffondendo.
Nel Montana verso i Ghiaccia del National Park, si è già osservato e si prevede che gli incendi frequenti potrebbero fare scomparire tante delle specie presenti sulle Montagne Rocciose ed alterare il paesaggio. Persino il pino bianco comune ( Pinus Monticola ) si trova a rischio.
Mappa della siccità in America
Nel 2010, Craig Allen con 19 colleghi di tutto il mondo hanno scoperto che i rapporti pubblicati delle morie di foresta associati a siccità sono aumentate in modo significativo dal 1985, e si stanno verificando negli ecosistemi che vanno dalle foreste tropicali del Costa Rica ai boschi di acacia australiani ed alle foreste di pini nel centroorientale della Cina .
Hanno anche scoperto che nessun tipo di zona forestale o clima erano immune.
Con collaboratori in Australia, Europa e in tutto il Nord America, stanno ora lavorando per identificare i limiti fisiologici delle varie specie di alberi, che dovrebbero aiutare nel predire futuri morie e le variazioni delle aree in tutto il mondo a rischio di incendio.
Uno dei sistemi utilizzato intanto, purtroppo non sempre e spesso, per cercare di limitare i danni, è di trattare parte dei suoli forestali con taglio selettivo e fuoco prescritto, in modo di, non tanto prevenire tutti gli incendi, ma almeno ridurre il rischio della loro propagazione ad aeree troppo vaste .
Fonte della notizia
http://www.nature.com/news/forest-fires-burn-out-1.11424
http://www.fort.usgs.gov/staff/staffprofile.asp?StaffID=109
jeudi 20 septembre 2012
Nord Atlantico a livelli record di temperatura!
Nel corso dei primi sei mesi del 2012, le temperature della superficie del mare dell 'ecosistema marino del nord Atlantico è stata la più alta mai registrata, secondo il NOAA.
L'area interessata si estende dal Golfo del Maine a Capo Hatteras alla Carolina del Nord
La temperatura media della superficie del mare (SST) ha superato i 10.56°C durante la prima metà del 2012, rompendo il precedente record che risaliva al 1951. Negli ultimi tre decenni, la SST media è stata di 8.89°C.
In alcune località vicino alla riva, come le baie Delaware e Chesapeake nella regione del medio Atlantico, le temperature sono state più di 2°C sopra la media storica in superficie e più di 1.8°C sopra la media nella parte inferiore.
"Un evento di riscaldamento pronunciato si è verificato sull'area di nord-est in questa primavera, e questo avrà un impatto profondo in tutto l'ecosistema", ha dichiarato Kevin Friedland, uno scienziato nel Programma Ecosistema del NEFSC.
"I cambiamenti delle temperature oceaniche e la tempistica del plancton, in fioritura primaverile, potrebbero influenzare gli orologi biologici di molte specie marine, che depongono le uova in determinati momenti dell'anno in base a stimoli ambientali come la temperatura dell'acqua."
Nel merluzzo sono stati osservati dei cambiamenti nel suo comportamento e continua a spostare verso nordest il suo habitat.
Il riscaldamento di queste temperature superficiali possono essere causati da un fenomeno naturale chiamato Atlantic Multidecadal Oscillation, o AMO, lo ha riferito il sito AccuWeather.com con l'esperto meteorologo Brett Anderson.
AMO è una serie continua di lunga durata dei cambiamenti nella temperatura della superficie del mare del Nord Atlantico. E 'caratterizzato da due fasi, fredde e calde, che possono durare per 20-40 anni alla volta, secondo NOAA.
"I cambiamenti delle temperature superficiali oceaniche sono più che probabili ed è solo un evento naturale. Siamo stati in una fase calda per un bel po 'di tempo, con acqua più calda del solito attraverso l'Atlantico del Nord", e si continua con questo trend.
dimanche 26 août 2012
Terremoti continui in California!
Dalle ore 09:53 UTC con una scossa di magnitudo 3.3 ad una profondita' di 7.5 km, nei pressi della citta' di Brawley nel sud della California, la terra continua a tremare ininterrotamente.
Le scosse si susseguono senza sosta ad una profondita' che varia da 0 a 24.8 km.
La scossa più forte, fino ad ora, é stata registrata alle ore 20:57 UTC con una magnitudo di 5.4 ad una profondita' di 8.9 km.
Le scosse registrate variano la loro magnitudo da 2.5 a 5.4.
E' possibile seguirle in tempo reale sul sito ufficiale USGS al link: http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/recenteqsww/Quakes/quakes_all.php
Fortunatamente l'epicentro e' situato in una zona desertica come ha precisato l'USGS.
Fino ad ora alcun danno e' stato segnalato, questo e' quello che ha dichiarato lo sceriffo della contea di San Diego.
Le scosse si susseguono senza sosta ad una profondita' che varia da 0 a 24.8 km.
La scossa più forte, fino ad ora, é stata registrata alle ore 20:57 UTC con una magnitudo di 5.4 ad una profondita' di 8.9 km.
Le scosse registrate variano la loro magnitudo da 2.5 a 5.4.
E' possibile seguirle in tempo reale sul sito ufficiale USGS al link: http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/recenteqsww/Quakes/quakes_all.php
Fortunatamente l'epicentro e' situato in una zona desertica come ha precisato l'USGS.
Fino ad ora alcun danno e' stato segnalato, questo e' quello che ha dichiarato lo sceriffo della contea di San Diego.
jeudi 12 avril 2012
Terremoto in California: 6.9!
Dopo la scossa di terremoto di ieri che ha colpito l'Indonesia, stamattina 2 forti scosse di terremoto hanno colpito il golfo della California.
La prima scossa è stata registrata alle 9:06 ora italiana con magnitudo 6.2, la seconda più forte 10 minuti più tardi con 6.9 di magnitudo.
L'epicentro è stato localizzato vicino alla città di Santa Isabel. Entrambe le scosse sono risultate poco profonde, solo 10 km di profondità.
Nel frattempo continuano le scosse di assestamento in Indonesia con scosse di magnitudo 5 o poco più.
La terra continua a tremare in varie parti del mondo.
Si attendono altre scosse di assestamento in California e non è escluso qualche sisma anche di magnitudo superiore.
La prima scossa è stata registrata alle 9:06 ora italiana con magnitudo 6.2, la seconda più forte 10 minuti più tardi con 6.9 di magnitudo.
L'epicentro è stato localizzato vicino alla città di Santa Isabel. Entrambe le scosse sono risultate poco profonde, solo 10 km di profondità.
Nel frattempo continuano le scosse di assestamento in Indonesia con scosse di magnitudo 5 o poco più.
La terra continua a tremare in varie parti del mondo.
Si attendono altre scosse di assestamento in California e non è escluso qualche sisma anche di magnitudo superiore.
mercredi 4 avril 2012
2 tornado si abbattono sul Texas, colpita Dallas! I video!!!!!
Ancora una volta le grandi pianure americane vengono colpite da numerosi tornado.
Oggi si sono registrati 2 tornado alle ore 20 ( le 2 in Italia ) che hanno colpito la contea del Texas, in particolare la città di Dallas.
Al momento non si hanno notizie di vittime, ma i danni sarebbero ingenti.
Vi lascio con alcuni video che non hanno bisogno di commenti.
Oggi si sono registrati 2 tornado alle ore 20 ( le 2 in Italia ) che hanno colpito la contea del Texas, in particolare la città di Dallas.
Al momento non si hanno notizie di vittime, ma i danni sarebbero ingenti.
Vi lascio con alcuni video che non hanno bisogno di commenti.
vendredi 23 mars 2012
Ancora allerte meteo per Tornado negli USA!
Continuano negli Stati Uniti le allerte per possibili tornado.
Ormai è da gennaio che si susseguono fenomeni intensi e talvolta con vittime.
Oggi c'è un'allerta per gli stati centrali americani.
Il NATIONAL WEATHER SERVICE ha emesso un'allerta tornado dalla contea di Alabama verso sudest. E' segnalato un sistema temporalesco molto intenso con rischio di formazione di tornado.
I luoghi più a rischio sono:
TROY…ANSLEY…TROY MUNICIPAL AIRPORT…TROY UNIVERSITY…
ANTIOCH…LINWOOD…BANKS…MOSSY GROVE…ORION AND SANDFIELD.
Quindi continua questo trend tornadico iniziato con largo anticipo quest'anno.
Ormai è da gennaio che si susseguono fenomeni intensi e talvolta con vittime.
Oggi c'è un'allerta per gli stati centrali americani.
Il NATIONAL WEATHER SERVICE ha emesso un'allerta tornado dalla contea di Alabama verso sudest. E' segnalato un sistema temporalesco molto intenso con rischio di formazione di tornado.
I luoghi più a rischio sono:
TROY…ANSLEY…TROY MUNICIPAL AIRPORT…TROY UNIVERSITY…
ANTIOCH…LINWOOD…BANKS…MOSSY GROVE…ORION AND SANDFIELD.
Quindi continua questo trend tornadico iniziato con largo anticipo quest'anno.
vendredi 1 avril 2011
Inizio di Aprile con il VP in piena forma
Mentre sul Mediterraneo e sull'Europa occidentale stiamo per essere raggiunti da un'alta pressione oceanica che grazie ad aiuti subtropicali in quota porterà un'anticipo d'estate, alle alte latitudini (ma anche alle medie fra Asia e America) stiamo assistendo ad un'inverno che non ne vuol sapere di mollare la presa a breve.
Questo è dovuto all'eccellente stato di forma del VP che, grazie ai continui stratcooling che grazie alla niña si sono ripetuti dall'inizio di gennaio in sede polare, è rimasto sempre molto compatto, disturbato solo da alcuni timidi Siberian warming che al massimo hanno potuto decentrarlo verso l'America.
Quest'anno inoltre è in netto ritardo il final warming che solitamente avviene verso metà marzo e fa collassare il VPS e poi, di conseguenza, anche il VPT; infatti in sede polare abbiamo ancora una situazione degna di dicembre/gennaio con termiche fino a -30 a 850 hPa fra il plateu Artico e la Groenlandia e dai modelli si vede come persisterà ancora per giorni in quanto non si prospetta a breve il final warming necessario per far collassare il VP.
Questa situazione di prolungato stato di forma del VP, potrebbe, nei prossimi giorni, favorire un recupero del sottomedia registrato dall'estensione dei ghiacci Artici; e sta favorendo il mantenimento di condizioni invernali sugli USA dove la east coast rimane sempre esposta alle colate Artiche (la scorsa settimana è nevicato su New York) e su gran parte dell'Asia, dove, grazie anche all'eccezionale estensione dello snowcover, sista mantenendo un'immenso lago gelido fra Siberia, Mongolia e Cina con la persistenza perfino dell'HP termico sulla Siberia!

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