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samedi 20 octobre 2012
samedi 22 septembre 2012
Decessi per frane dal 2004 al 2010
Tra il 2004 e il 2010, è stata quotata nel 2620 frane in tutto il pianeta per un totale di 32.322 morti. La maggior parte delle vittime si verificano in Asia, in particolare lungo l'arco della catena dell'Himalaya e della Cina.
In particolare:
Lungo il bordo meridionale della Arc dell'Himalaya
Lungo la costa del sud-ovest dell'India e nello Sri Lanka
Lungo le regioni meridionali e orientali costiere della Cina, che si estende verso l'interno ~ 100 km
In Cina centrale, in particolare nelle montagne che circondano il bacino del Sichuan
Nelle catene montuose lungo il bordo occidentale della piastra Mare delle Filippine
Fra le isole dei Caraibi centrale
In una catena che segue le montagne del Centro America e Sud America dal Messico a nord fino a nord del Cile, nel sud
In Indonesia, in particolare dentro e intorno l'isola di Giava
Fonte tradotte:http://www.wikistrike.com/article-glissements-de-terrain-32-322-deces-pour-2620-glissements-enregistres-entre-2004-et-2010-110425472.html
http://blogs.agu.org/landslideblog/2012/08/16/global-patterns-of-loss-of-life-from-landslides-my-new-paper-in-the-journal-geology/
In particolare:
Lungo il bordo meridionale della Arc dell'Himalaya
Lungo la costa del sud-ovest dell'India e nello Sri Lanka
Lungo le regioni meridionali e orientali costiere della Cina, che si estende verso l'interno ~ 100 km
In Cina centrale, in particolare nelle montagne che circondano il bacino del Sichuan
Nelle catene montuose lungo il bordo occidentale della piastra Mare delle Filippine
Fra le isole dei Caraibi centrale
In una catena che segue le montagne del Centro America e Sud America dal Messico a nord fino a nord del Cile, nel sud
In Indonesia, in particolare dentro e intorno l'isola di Giava
| Pays | Nombre de décès en 2004-2010 | Nombre de glissements de terrain en 2004-2010 |
| Afghanistan | 67 | 9 |
| Bangladesh | 302 | 58 |
| Bhoutan | 50 | 18 |
| Brésil | 823 | 88 |
| Chine | 6860 | 353 |
| Colombie | 564 | 68 |
| République Dominicaine | 46 | 10 |
| Equateur | 48 | 8 |
| El Salvador | 197 | 18 |
| Guatemala | 2001 | 45 |
| Haïti | 4475 | 22 |
| Honduras | 52 | 12 |
| Inde | 2415 | 393 |
| Indonésie | 2078 | 164 |
| Italie | 67 | 14 |
| Jamaïque | 20 | 10 |
| Japon | 147 | 70 |
| Kenya | 72 | 15 |
| Malaisie | 53 | 29 |
| Mexique | 318 | 53 |
| Birmanie | 211 | 12 |
| Népal | 809 | 211 |
| Pakistan | 1023 | 102 |
| Papouasie-Nouvelle-Guinée | 105 | 13 |
| Pérou | 313 | 29 |
| Philippines | 4583 | 226 |
| Portugal | 70 | 8 |
| Afrique du Sud | 12 | 8 |
| Corée du Sud | 74 | 16 |
| Espagne | 15 | 12 |
| Sri Lanka | 81 | 21 |
| Taiwan | 693 | 44 |
| Tadjikistan | 75 | 16 |
| Thaïlande | 134 | 20 |
| Turquie | 85 | 22 |
| Ouganda | 408 | 15 |
| USA | 64 | 42 |
| Venezuela | 63 | 23 |
| Viêt-Nam | 528 | 76 |
| Yémen | 121 | 9 |
http://blogs.agu.org/landslideblog/2012/08/16/global-patterns-of-loss-of-life-from-landslides-my-new-paper-in-the-journal-geology/
vendredi 21 septembre 2012
Allerta incendi boschivi in America e nel mondo
Le foreste dell'america dell'Ovest sono in grave pericolo. Gli incendi giganti vi sono sempre più frequenti, facendo temere per l'ecosistema ambientale.
Il cambiamento climatico volto ad un aumento della siccità è spesso il mandante di tale fenomeni.
Così commentava l'ecologista Craig Allen il 27 giugno 2011 che lavora per l'US Geological Survey (USGS) a Los Alamos, New Mexico, alle prese con un dura lotta per salvaguardare le foreste del Jemez.
"Un incendio era prevedibile, ma non di certo di questa ampiezza e con questa velocità! "
Il fuoco Las Conchas aveva bruciato 17.500 ettari, circa un ettaro ogni tre secondi. Entro cinque giorni, era cresciuto a 42.000 ettari per diventare il più grande incendio della storia del New Mexico. Settimane dopo, quando l'incendio era stata totalmente domato, oltre 60.000 ettari di foresta e macchia avevano bruciato, lasciando solo ceppi e vegetazioni carbonizzati.
Irrecuperabile...
Almeno che....
Tredici mesi dopo, Craig Allen in giro nella Death Valley, notò con sorpresa e gioia la presenza di formiche, segno di una rinascita della vita. Nelle parte meno colpite dall'incendio o risparmiate, la vita aveva continuato o ripreso e si stava poco a poco allargandosi verso le zone morte. Ma quanto tempo per ritornare come prima?
Non è tanto gli incendi che preoccupano quanto i violento disboscamenti che provocano, alterando così tutto l'equilibrio naturale che prima interagiva su queste vaste distese, attutendo e controllando tutti gli eventi estremi meteorologici che potevano accadere: tempeste, venti, piogge ed altri.
La chimica stessa dei terreni ne viene spesso irrimediabilmente alterata, modificando così anche l'eventuale vegetazione che può ricrescevi in seguito. Il tutto provoca persino delle intense epidemie di insetti che intaccano alberi ed arbusti.
Per di più, se la temperatura aumenta come previsto dai modelli climatici, gli alberi si troveranno ad affrontare stress da siccità peggiore, nella prima metà del XXI secolo, di quella che hanno vissuto per 1000 anni..
Purtroppo questi fenomeni si stanno diffondendo un po da per tutto sul globo.
Dieci anni dopo i grande incendi registrati nel Colorado nel 2002 che bruciarono 56.000 ettari a sud-ovest di Denver, la foresta ancora non si è ripresa almeno su 20.000 ettari.
In Alalska, con la presenza ultimamente di estate più caldi e secchi ed il calare dei permafrost, gli incendi, quando si dichiarano, sono più intensi e lunghi.
Stesso problema con un mutamento della vegetazione nel Grande Bacino ed i deserti di Sonora: Ora i cactus saguaro ( Carnegiea gigantea ) in fiamme, incendi che erano una volta una stranezza. sono uno spettacolo sempre più comune, e le specie invasive come buffelgrass ( Cenchrus ciliaris ) si stanno diffondendo.
Nel Montana verso i Ghiaccia del National Park, si è già osservato e si prevede che gli incendi frequenti potrebbero fare scomparire tante delle specie presenti sulle Montagne Rocciose ed alterare il paesaggio. Persino il pino bianco comune ( Pinus Monticola ) si trova a rischio.
Nel 2010, Craig Allen con 19 colleghi di tutto il mondo hanno scoperto che i rapporti pubblicati delle morie di foresta associati a siccità sono aumentate in modo significativo dal 1985, e si stanno verificando negli ecosistemi che vanno dalle foreste tropicali del Costa Rica ai boschi di acacia australiani ed alle foreste di pini nel centroorientale della Cina .
Hanno anche scoperto che nessun tipo di zona forestale o clima erano immune.
Con collaboratori in Australia, Europa e in tutto il Nord America, stanno ora lavorando per identificare i limiti fisiologici delle varie specie di alberi, che dovrebbero aiutare nel predire futuri morie e le variazioni delle aree in tutto il mondo a rischio di incendio.
Uno dei sistemi utilizzato intanto, purtroppo non sempre e spesso, per cercare di limitare i danni, è di trattare parte dei suoli forestali con taglio selettivo e fuoco prescritto, in modo di, non tanto prevenire tutti gli incendi, ma almeno ridurre il rischio della loro propagazione ad aeree troppo vaste .
Fonte della notizia
http://www.nature.com/news/forest-fires-burn-out-1.11424
http://www.fort.usgs.gov/staff/staffprofile.asp?StaffID=109
Il cambiamento climatico volto ad un aumento della siccità è spesso il mandante di tale fenomeni.
Così commentava l'ecologista Craig Allen il 27 giugno 2011 che lavora per l'US Geological Survey (USGS) a Los Alamos, New Mexico, alle prese con un dura lotta per salvaguardare le foreste del Jemez.
"Un incendio era prevedibile, ma non di certo di questa ampiezza e con questa velocità! "
Il fuoco Las Conchas aveva bruciato 17.500 ettari, circa un ettaro ogni tre secondi. Entro cinque giorni, era cresciuto a 42.000 ettari per diventare il più grande incendio della storia del New Mexico. Settimane dopo, quando l'incendio era stata totalmente domato, oltre 60.000 ettari di foresta e macchia avevano bruciato, lasciando solo ceppi e vegetazioni carbonizzati.
Irrecuperabile...
Almeno che....
Tredici mesi dopo, Craig Allen in giro nella Death Valley, notò con sorpresa e gioia la presenza di formiche, segno di una rinascita della vita. Nelle parte meno colpite dall'incendio o risparmiate, la vita aveva continuato o ripreso e si stava poco a poco allargandosi verso le zone morte. Ma quanto tempo per ritornare come prima?
Vigili del fuoco all'opera
La chimica stessa dei terreni ne viene spesso irrimediabilmente alterata, modificando così anche l'eventuale vegetazione che può ricrescevi in seguito. Il tutto provoca persino delle intense epidemie di insetti che intaccano alberi ed arbusti.
Per di più, se la temperatura aumenta come previsto dai modelli climatici, gli alberi si troveranno ad affrontare stress da siccità peggiore, nella prima metà del XXI secolo, di quella che hanno vissuto per 1000 anni..
Incendio nel Montana
Dieci anni dopo i grande incendi registrati nel Colorado nel 2002 che bruciarono 56.000 ettari a sud-ovest di Denver, la foresta ancora non si è ripresa almeno su 20.000 ettari.
In Alalska, con la presenza ultimamente di estate più caldi e secchi ed il calare dei permafrost, gli incendi, quando si dichiarano, sono più intensi e lunghi.
Stesso problema con un mutamento della vegetazione nel Grande Bacino ed i deserti di Sonora: Ora i cactus saguaro ( Carnegiea gigantea ) in fiamme, incendi che erano una volta una stranezza. sono uno spettacolo sempre più comune, e le specie invasive come buffelgrass ( Cenchrus ciliaris ) si stanno diffondendo.
Nel Montana verso i Ghiaccia del National Park, si è già osservato e si prevede che gli incendi frequenti potrebbero fare scomparire tante delle specie presenti sulle Montagne Rocciose ed alterare il paesaggio. Persino il pino bianco comune ( Pinus Monticola ) si trova a rischio.
Mappa della siccità in America
Nel 2010, Craig Allen con 19 colleghi di tutto il mondo hanno scoperto che i rapporti pubblicati delle morie di foresta associati a siccità sono aumentate in modo significativo dal 1985, e si stanno verificando negli ecosistemi che vanno dalle foreste tropicali del Costa Rica ai boschi di acacia australiani ed alle foreste di pini nel centroorientale della Cina .
Hanno anche scoperto che nessun tipo di zona forestale o clima erano immune.
Con collaboratori in Australia, Europa e in tutto il Nord America, stanno ora lavorando per identificare i limiti fisiologici delle varie specie di alberi, che dovrebbero aiutare nel predire futuri morie e le variazioni delle aree in tutto il mondo a rischio di incendio.
Uno dei sistemi utilizzato intanto, purtroppo non sempre e spesso, per cercare di limitare i danni, è di trattare parte dei suoli forestali con taglio selettivo e fuoco prescritto, in modo di, non tanto prevenire tutti gli incendi, ma almeno ridurre il rischio della loro propagazione ad aeree troppo vaste .
Fonte della notizia
http://www.nature.com/news/forest-fires-burn-out-1.11424
http://www.fort.usgs.gov/staff/staffprofile.asp?StaffID=109
mardi 18 septembre 2012
Tornado di fuoco filmato in Australia
In Australia, vicino ad Alice Springs, Il regista Chris Tangey si è imbattuto in uno dei più rari ed impressionanti fenomeni della natura: un tornado di fuoco.
Così ha raccontato: "...non c'èra un alito di vento, una temperatura di circa 25 gradi Celsius, ed all'improvviso questa colonna di fuoco di circa 30 metri che si è messa a rimbombare come un aereo da caccia per circa 1 minuto...Un esperienza che si vive soltanto una volta nell'arco di dieci vite...."
Ma cos'è questo strano fenomeno?
Un tornado di fuoco è una colonna di fuoco che s'innalza dalla terra verso il cielo ad altezze ragguardevoli. Non si è sicuro sull'origine di un tal fenomeno ma sembra che derivi dall’incontro di una corrente di aria calda con un fiamma o un incendio presenti sul terreno. Somiglia ai vortici di polvere, chiamati diavoli di sabbia, che nascono nei deserti del sud-ovest durante le giornate soleggiate, solo che quest'ultimi trovano la loro fonte nel sole inviando un pennacchio di aria riscaldata, mentre i tornado di fuoco nascono dai punti caldi creati da incendi preesistenti che incontrano una colonna di aria calda ascendente.
Proprio per questa ragione, Marco Wyosocki, climatologo di New York e professore di scienze dell'atmosfera presso la Cornell University, stima che il termine di tornado di fuoco sia improprio ed è propenso a chiamarlo diavolo di fuoco. (Fire Devil)
Così lo descrive. "Comincia a crescere molto rapidamente, e come tutte ciò che comincia a salire, succhia l'aria circostante creando un vuoto. Quindi si ottiene questa torsione che assomiglia ad un vortice. Il vortice, alzandosi, succhia l'incendio con esso, il suo diametro comincia a restringersi ed accelera la sua rotazione." Questi diavoli di fuoco non sono rari, ma sono stati raramente avvistati, ed è per questa ragione che non si sa molto sulle dimensioni e velocità che possono assumere.
Sempre Marco Wysocki ipotizza che, in media, salgono ad un massimo di un centinaio di piedi (30 m) ruotando ad una velocità superiore di 22 miglia all'ora (35,4 chilometri all'ora). Durano da 1 a 2 minuti circa.
E' certo che il filmato ripreso dal regista Chris Tangey sarà di grande utilità per contribuire a migliorare la comprensione meteorologi dei tornado di fuoco
Così ha raccontato: "...non c'èra un alito di vento, una temperatura di circa 25 gradi Celsius, ed all'improvviso questa colonna di fuoco di circa 30 metri che si è messa a rimbombare come un aereo da caccia per circa 1 minuto...Un esperienza che si vive soltanto una volta nell'arco di dieci vite...."
Un tornado di fuoco è una colonna di fuoco che s'innalza dalla terra verso il cielo ad altezze ragguardevoli. Non si è sicuro sull'origine di un tal fenomeno ma sembra che derivi dall’incontro di una corrente di aria calda con un fiamma o un incendio presenti sul terreno. Somiglia ai vortici di polvere, chiamati diavoli di sabbia, che nascono nei deserti del sud-ovest durante le giornate soleggiate, solo che quest'ultimi trovano la loro fonte nel sole inviando un pennacchio di aria riscaldata, mentre i tornado di fuoco nascono dai punti caldi creati da incendi preesistenti che incontrano una colonna di aria calda ascendente.
Proprio per questa ragione, Marco Wyosocki, climatologo di New York e professore di scienze dell'atmosfera presso la Cornell University, stima che il termine di tornado di fuoco sia improprio ed è propenso a chiamarlo diavolo di fuoco. (Fire Devil)
Così lo descrive. "Comincia a crescere molto rapidamente, e come tutte ciò che comincia a salire, succhia l'aria circostante creando un vuoto. Quindi si ottiene questa torsione che assomiglia ad un vortice. Il vortice, alzandosi, succhia l'incendio con esso, il suo diametro comincia a restringersi ed accelera la sua rotazione." Questi diavoli di fuoco non sono rari, ma sono stati raramente avvistati, ed è per questa ragione che non si sa molto sulle dimensioni e velocità che possono assumere.
Sempre Marco Wysocki ipotizza che, in media, salgono ad un massimo di un centinaio di piedi (30 m) ruotando ad una velocità superiore di 22 miglia all'ora (35,4 chilometri all'ora). Durano da 1 a 2 minuti circa.
E' certo che il filmato ripreso dal regista Chris Tangey sarà di grande utilità per contribuire a migliorare la comprensione meteorologi dei tornado di fuoco
mercredi 27 juin 2012
Venezia: il cielo solcato dalle SCIE CHIMICHE!!!!!!
Ci risiamo.
Dopo il maltempo che ha colpito il veneziano nella serata di lunedì 25 giugno, ieri mattina 26 giugno sui cieli di Venezia e lungo la costa veneta, sono ricomparse le SCIE CHIMICHE.
Tutto é iniziato la mattina presto quando alcuni aerei hanno solcato il cielo lasciando delle scie ben visibili per moltissimo tempo.
Tante persone continuano a dire che la storia delle SCIE CHIMICHE sia solo frutto di una bufala del WEB, ma come mai queste scie rimangono nel cielo per diverse ore mentre le scie di condensazione dovrebbero dissolversi entro pochi secondi?
Vi posto 3 fotografie fatte da me con il cellulare per mostrarvi l'effetto delle scie di ieri a Venezia:
La prima foto si denotano chiaramente le scie su un cielo nettamente limpido e con scarsa umidità presente al momento:
nella seconda foto qualche minuto dopo e si vede chiaramente come le scie lasciate nel cielo precedentemente incominciano ad espandersi:
nella terza foto dopo circa 15 minuti il cielo si presenta lattiginoso e un nuovo aereo sta passando lasciando un'altra scia.
Se non sono scie chimiche, che cosa sono?
A tutti gli scettici, che ce ne sono molti, alzate gli occhi al cielo e apriteli, guardate che cosa stanno facendo sopra le nostre teste.
Dopo il maltempo che ha colpito il veneziano nella serata di lunedì 25 giugno, ieri mattina 26 giugno sui cieli di Venezia e lungo la costa veneta, sono ricomparse le SCIE CHIMICHE.
Tutto é iniziato la mattina presto quando alcuni aerei hanno solcato il cielo lasciando delle scie ben visibili per moltissimo tempo.
Tante persone continuano a dire che la storia delle SCIE CHIMICHE sia solo frutto di una bufala del WEB, ma come mai queste scie rimangono nel cielo per diverse ore mentre le scie di condensazione dovrebbero dissolversi entro pochi secondi?
Vi posto 3 fotografie fatte da me con il cellulare per mostrarvi l'effetto delle scie di ieri a Venezia:
La prima foto si denotano chiaramente le scie su un cielo nettamente limpido e con scarsa umidità presente al momento:
nella seconda foto qualche minuto dopo e si vede chiaramente come le scie lasciate nel cielo precedentemente incominciano ad espandersi:
nella terza foto dopo circa 15 minuti il cielo si presenta lattiginoso e un nuovo aereo sta passando lasciando un'altra scia.
Se non sono scie chimiche, che cosa sono?
A tutti gli scettici, che ce ne sono molti, alzate gli occhi al cielo e apriteli, guardate che cosa stanno facendo sopra le nostre teste.
vendredi 27 avril 2012
Scie chimiche: manipolazione del clima e avvelenamento delle persone! ( 1° articolo)
Dal sito ufficiale sciechimiche.org:
Le prime
testimonianze della presenza di strane scie bianche nel cielo risalgono al 1996 in
seguito alla segnalazione di alcuni cittadini americani. Questo non significa
che il fenomeno sia iniziato precisamente in quell'anno: molto probabilmente la
sperimentazione ha avuto inizio diversi anni prima ma in maniera non troppo evidente.
Successivamente, con l'intensificarsi della quantità delle scie anomale, alcune
persone hanno iniziato ad accorgersi dello strano fenomeno e a documentarlo. Le
prime foto che testimoniano la presenza di strane scie nel cielo sono state
scattate a Las Vegas il 10 gennaio 1996, seguite da diverse segnalazioni
provenienti da altre città statunitensi. Successivamente, anche altri Paesi
hanno iniziato a segnalare la presenza di queste scie nei loro cieli: Canada,
Nuova Zelanda, Australia, Messico, Haiti, Porto Rico, Cambogia, Bahamas, Sud
Africa, Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Olanda, Svezia, Scozia e
Italia. Singolare è il caso della Croazia che ha visto queste scie per la prima
volta il giorno successivo alla domanda formale di adesione alla Nato.
Le scie
segnalate, molto diverse dalle scie di condensazione, si incrociavano tra loro
a forma di "X" o "#" creando nel cielo veri e propri reticolati e rimanevano
sospese nell'aria per ore e ore espandendosi a dismisura e senza dissolversi
completamente. Secondo queste prime testimonianze, le scie anomale erano il
risultato del passaggio di aerei bianchi e senza insegna, avvistati anche in
spazi aerei non adibiti al traffico civile.
La prima
protesta ufficiale contro questo fenomeno è arrivata dal Canada nel 1998
quando, in seguito ad una notevole presenza di scie anomale sopra la cittadina
di Espanola, gli abitanti incominciarono ad accusare problemi di salute come:
letargia, forti dolori alle giunture, perdita di memoria a breve termine,
disturbi alle vie respiratorie, sintomi da depressione e sintomi simili a
quelli influenzali. Le lamentele furono ignorate dal Governo dell'Ontario e
così alcuni cittadini, prelevarono campioni di acqua e neve dalla propria terra
e commissionarono analisi di laboratorio a proprio carico. Dall'esame dei
campioni prelevati risultò che essi contenevano una quantità di particolato di alluminio
venti volte superiore al limite indicato per l'acqua potabile. Con le analisi
di laboratorio alla mano, si ricorse quindi ad una petizione presentata al
Parlamento del Governo Canadese ad Ottawa, nella quale i cittadini chiedevano
chiarimenti sulla natura del fenomeno e soprattutto esigevano che cessassero le
irrorazioni chimiche sopra di loro. Dopo 45 giorni il Governo canadese rispose
di non essere coinvolto in tali operazioni e che l'aviazione militare non aveva
concesso permessi ad altri paesi di sorvolare il territorio Canadese a tale fine.
Sempre in
Canada, ad Edmonton (in Alberta), dopo la comparsa di numerose scie bianche cominciarono
a morire le piante di una vasta area che in breve tempo divenne arida. Ad
un'analisi chimica del terreno, risultò che la sua conduttività era sette volte
superiore alla norma e questo a causa della percentuale altissima di bario e
alluminio. In altre zone saturate dalle scie, fra le sostanze rinvenute si
riscontrano oltre ad alluminio e bario anche titanio, bromuro e batteri.
Di fronte
alle insistenti pressioni di numerosi cittadini americani allarmati da queste
anomalie nel cielo e dai risultati delle analisi di laboratorio effettuate, le
autorità americane interpellate (EPA, NASA, FAA, NOAA) affermano tutt'oggi,
senza portare prove concrete, che non vi è alcunché di anomalo in queste
singolari scie e che si tratta di semplici scie di condensazione formate da
vapore acqueo.
Nel 2001,
però, lo stesso governo americano parla di "chemtrails" in un documento
ufficiale. Viene presentata una proposta di legge [HR 2779] per chiedere il
bando delle armi nello spazio, firmata dal democratico Dennis J. Kucinich, e
sottoposta all'esame di tre commissioni (scientifica, esercito, relazioni
internazionali) della House of the Representatives degli USA (l'equivalente
della nostra Camera dei Deputati): lo Space Preservation Act .
In questo
testo, e per la prima volta in un documento ufficiale, appare il termine
chemtrails. Esse vengono definite come una tipologia di arma e vengono
menzionate nella sezione "armi esotiche" insieme ad altri voci quali: armi al
plasma, elettromagnetiche, soniche, ultrasoniche, psicotroniche, sistemi
ULF (ultra low frequency) ad alta quota, sistemi di armi laser, armi biologiche
e ambientali.
Lo Space Preservation Act 2001
non viene approvato. L'anno successivo
viene approvato lo Space Preservaction Act 2002: il capitolo riguardante
le "armi esotiche", e quindi la voce sulle chemtrails, non compare.
In Italia si
inizia a parlare del fenomeno chemtrails grazie alla rivista Nexus. Le prime
testimonianze arrivano nel 1999 dalla provincia di Rovigo e dal padovano ma col
passare del tempo si è iniziato ad osservare scie chimiche da ogni parte della
penisola. La loro presenza nei nostri cieli è stata particolarmente intensa nel
2003, anno in cui si è registrata una grande siccità e un'estate
particolarmente calda.
Verso la fine
del 2006 si è assistito ad una massiccia irrorazione mai vista prima: per
settimane, senza nemmeno un giorno di sosta, scie chimiche e passaggi di aerei
a centinaia e centinaia, con un impressionante intensità in alcuni giorni.
I
primi cinque
mesi del 2007 si sono stati caratterizzati dalla presenza quasi
giornaliera delle scie chimiche nel cielo. In alcuni giorni la loro
presenza è stata particolarmente "discreta": alte, non particolarmente
lunghe, poco persistenti, in spazi aerei "abituali". In altri giorni,
invece, il loro utilizzo è stato spudoratamente
evidente: basse, lunghe da orizzonte a orizzonte, persistenti nell'aria
per
molte ore, in spazi aerei del tutto inusuali. Un esempio eclatante è
stato ciò
che è avvenuto il 22 gennaio 2007. Da tutta Italia sono state pervenute
segnalazioni di un abnorme numero di scie chimiche visibili anche in spazi
aerei dove di solito non passano aerei di alcun tipo. Sono stati fotografati
veri e propri reticolati di scie chimiche e si sono contati un numero
incredibile di aerei: 5-6 al minuto. Difficilmente un tale via vai può essere
riconducibile al normale traffico aereo civile, soprattutto se questo avviene
in alcuni giorni si e in altri no. Anche l'ipotesi di un'operazione militare in
corso è poco credibile, in quanto è inverosimile che gli aerei militari
effettuino delle esercitazione sopra i centri abitati.
Una situazione simile si è verificata il 7 e l'8
maggio 2007, giorni in cui si è assistito a livello internazionale ad una massiccia
irrorazione. Sono pervenute segnalazioni da tutto il centro-nord d'Italia, da
molto altri stati europei, dal Canada e dagli Stati Uniti. Come si spiegano
tutte queste scie concentrate in questi due giorni? Condizioni favorevoli alla
formazione di scie di condensazione in mezzo mondo per circa 48 ore continue? E
se anche fosse… come si spiega questo intenso traffico aereo concentrato in
questi due giorni?
Durante i mesi estivi sono state avvistate corte e di breve durata negli
stessi spazi aerei dove i primi mesi dell'anno erano lunghe e
persistenti.
All'interno degli stessi spazi aerei dove i primi mesi dell'anno erano
tante, basse, lunghe e persistenti, durante i mesi estivi ne sono state
avvistate poche, alte, corte e di breve durata. Se è vero l'alto numero
di scie che vediamo è dovuto all'incremento del traffico aereo non si
spiega come mai proprio nel periodo estivo, periodo nel quale le
compagnie aeree mettono a disposizione più voli, si sono viste così
poche scie (e aerei).
Il problema delle scie chimiche quindi riguarda l'Italia e non è recente. Nel corso degli anni ci sono state diverse interrogazioni parlamentari, esposti e denunce per chiedere alle autorità dei chiarimenti. Risposte
serie ottenute? Nessuna.
Come mai questa ritrosia nel parlare di un fenomeno che riguarda tutti?
lundi 16 avril 2012
13000 metri di spiaggia sono spariti in Messico!
Circa
13.000 metri dalle spiagge di Los Frailes, una città di Baja California
in Messico, è scomparso dopo un certo numero di micro terremoti e
scosse di assestamento, un fenomeno chiamato "cascata di sabbia nel
mare", che pone seri rischi per i bagnanti , lo ha detto il Segretariato per l'Ambiente.Il
capo del Dipartimento dell'Ambiente e delle Risorse Naturali
(SEMARNAT), Juan Rafael Elvira Quesada, ha confermato che il mare ha
"rubato" 1.3 ettari della spiaggia.
Elvira Quesada è venuto alla zona a sud di Cabo Pulmo National Park (CPNP), una zona protetta, dove è stato verificato il fenomeno lo scorso fine settimana. "Le micro scosse di teremoto e quelle di assestamento , ha creato il fenomeno di una cascata di sabbia nel mare , "ha detto il funzionario.Egli ha avvertito che "il peggio" non è solo la scomparsa della spiaggia ", ma nel mare adesso ci si imbatte in poche decine di metri da un paio di metri di profondità a 140 metri, quindi molto pericolso per i bagnanti.
Turisti e viaggiatori sono stati avvertiti del rischio e consiglia di utilizzare altre spiagge in prossimità delle estremità di Los Frailes.In effetti, la spiaggia è stata transennata per pericolo dal personale della protezione civile.Elvira Quesada ha detto che il sito è potenzialmente rischioso, un canyon noto come Los Frailes, "Un canyon sottomarino è la formazione permanente delle rupi con oltre 100 metri di profondità, dove oltre le correnti oceaniche aumentano di forza e con la bassa marea c'è il rischio di rimanere intrappolati nelle voragini sommerse.
Lo staff del Fondo per la protezione delle risorse marine (Fonmar) a bordo di una nave ha eseguito varie misure nella zona interessata, mentre gli elementi di Protezione Civile in pattuglia Los Cabos ATV per proteggere i turisti nella regione.
Elvira Quesada è venuto alla zona a sud di Cabo Pulmo National Park (CPNP), una zona protetta, dove è stato verificato il fenomeno lo scorso fine settimana. "Le micro scosse di teremoto e quelle di assestamento , ha creato il fenomeno di una cascata di sabbia nel mare , "ha detto il funzionario.Egli ha avvertito che "il peggio" non è solo la scomparsa della spiaggia ", ma nel mare adesso ci si imbatte in poche decine di metri da un paio di metri di profondità a 140 metri, quindi molto pericolso per i bagnanti.
Turisti e viaggiatori sono stati avvertiti del rischio e consiglia di utilizzare altre spiagge in prossimità delle estremità di Los Frailes.In effetti, la spiaggia è stata transennata per pericolo dal personale della protezione civile.Elvira Quesada ha detto che il sito è potenzialmente rischioso, un canyon noto come Los Frailes, "Un canyon sottomarino è la formazione permanente delle rupi con oltre 100 metri di profondità, dove oltre le correnti oceaniche aumentano di forza e con la bassa marea c'è il rischio di rimanere intrappolati nelle voragini sommerse.
Lo staff del Fondo per la protezione delle risorse marine (Fonmar) a bordo di una nave ha eseguito varie misure nella zona interessata, mentre gli elementi di Protezione Civile in pattuglia Los Cabos ATV per proteggere i turisti nella regione.
vendredi 30 mars 2012
Ancora dei delfini trovati spiaggiati in Perù!
Dopo la misteriosa morte di 264 delfini trovati spiaggiati in Perù il mese scorso, anche oggi se ne contano più di 600 sempre nella stessa zona.
Che sta succendendo ai cetacei?
E' la domanda che si pongono gli scienziati e per ora non hanno una risposta.
Sono stati contati 615 delfini spiaggiati in 135 km di costa.
Dopo questa misteriosa morte dei cetacei, c'è il rischio biologico in tutto il perù.
La zona che sta per essere esaminata, comprende tutta la costa settentrionale peruviana.
Restiamo in attesa di notizie a riguardo.
Che sta succendendo ai cetacei?
E' la domanda che si pongono gli scienziati e per ora non hanno una risposta.
Sono stati contati 615 delfini spiaggiati in 135 km di costa.
Dopo questa misteriosa morte dei cetacei, c'è il rischio biologico in tutto il perù.
La zona che sta per essere esaminata, comprende tutta la costa settentrionale peruviana.
Restiamo in attesa di notizie a riguardo.
jeudi 29 mars 2012
Misteriose voragini appaiono nella Terra!
Dopo le improvvise crepe nella crosta terrestre, un altro evento, al momento inspiegabile, sta colpendo numerose parti della terra.
Improvvise voragini si stanno aprendo in diverse località.
Non è solo il sole ad avere anomalie ma anche il nostro Pianeta mostra segni non usuali.
Il 21 Marzo un'improvvisa voragine si è aperta nel nord della Svezia lasciando perplessi gli scienziati.
Questa voragine si è aperta a 150 km dall'epicentro di un sisma di grado 4.4 registrato in Finlandia.
Un'altra voragine si è aperta il 13 marzo in Austria dove un agricoltore ha scoperto il buco.
Il 18 febbraio una voragine si è aperta nelle Filippine .
Iniziato tutto in una fattoria quando fu notato un foro grande come una padella, durante la notte successiva la voragine aveva raggiunto i 10 metri di diametro. Giorni dopo si è stabilizzata misurando 20 metri di diametro.
Il 21 gennaio altra voragine in Cina.Si è aperta in un cortile e misura 22 metri di diametro e non si sa la profondità. Fatto curioso è che si sente rumore di acqua all'interno, ma gettando dei sassi nella voragine non si sente nessun rumore.
Il 19 gennaio altra voragine in Russia.
Il 30 novembre 2011 una voragine si è aperta nella campagna dell'Oklahoma. 40 metri di diametro.
Il 1° giugno 2011 in Guatemala con una voragine di 15 metri di diametro.
Il 3 maggio 2011 un'altra voragine si è aperta a Pechino, 8 metri di diametro e profonda 10 metri.
Che sta succendendo alla Terra? Dopo le crepe anche le voragini.
Improvvise voragini si stanno aprendo in diverse località.
Non è solo il sole ad avere anomalie ma anche il nostro Pianeta mostra segni non usuali.
Il 21 Marzo un'improvvisa voragine si è aperta nel nord della Svezia lasciando perplessi gli scienziati.
Questa voragine si è aperta a 150 km dall'epicentro di un sisma di grado 4.4 registrato in Finlandia.
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| MALMBERGET ( SVEZIA ) |
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| AUSTRIA |
Iniziato tutto in una fattoria quando fu notato un foro grande come una padella, durante la notte successiva la voragine aveva raggiunto i 10 metri di diametro. Giorni dopo si è stabilizzata misurando 20 metri di diametro.
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| FILIPPINE |
Il 21 gennaio altra voragine in Cina.Si è aperta in un cortile e misura 22 metri di diametro e non si sa la profondità. Fatto curioso è che si sente rumore di acqua all'interno, ma gettando dei sassi nella voragine non si sente nessun rumore.
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| LESHAN ( CINA ) |
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| RUSSIA |
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| OKLAHOMA |
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| GUATEMALA |
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| PECHINO |
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